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Il 12 dicembre 2019 il senatore Ugo Grassi lascia il M5S e aderisce al Gruppo della Lega di Matteo Salvini. Un "divorzio" non indolore per il senatore, accusato dallo stesso Luigi Di Maio, ormai ex capo politico dei pentastellati, di aver tradito gli "ideali" del Movimento. La questione dirimente è: chi in realtà ha tradito cosa e smarrito i propri ideali? Anzitutto, va chiarito che il senatore Ugo Grassi non fa parte di quella schiera di personaggi approdati alla politica per un "incidente di percorso", come a molti esponenti della prima ora del M5S è capitato. Il prof. Ugo Grassi è docente di diritto civile nonchè direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università "Parthenope" di Napoli ( carica lasciata a seguito dell'incarico parlamentare). E' stato eletto in un collegio uninomale ad Avellino, dove il suo radicamento nel territorio si è dimostrato un valore aggiunto per conquistare il seggio parlamentare e far balzare la percentuale dei consensi del M5S a quel famoso 32% delle politiche del marzo 2018. C'era un progetto di "cambiamento" da realizzare che, per diverse ragioni, è venuto meno. E' un fatto, tuttavia, che la ristretta cerchia di persone che avevano in mano la gestione politica del M5S ha portato il Movimento a perdere gran parte del consenso elettorale conquistato, e generando un forte malumore interno tra gli stessi rappresentanti istituzionali. La scelta di formare un Governo con il PD, ha fatto il resto. Molti di noi cittadini elettori si sentono "orfani" di quel "Governo del Cambiamento" a cui avevamo affidato le nostre speranze. E' pur verò, però, che l'idea del cambiamento (di quel cambiamento) continua a vivere nell'opera di quelle persone che seguitano a prodigarsi affinché il nostro Paese possa conoscere una nuova rinascita sociale ed economica, districandosi con tenacia tra impervie lotte di potere e armandosi di una buona dose di coraggio e onestà intellettuale. La mia personale esperienza mi porta ad affermare che il prof. Ugo Grassi fa parte di quelle persone che rappresentano le Istituzioni con senso del dovere, ben sapendo quanto sia delicato il momento storico che stiamo vivendo e quanto sia importante trovare in questa fase dei buoni compagni di viaggio.

Intervista a Vincenzo Zoccano, ex Sottosegretario alle Disabilitàdi Cristina Del Tutto
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L'Esecutivo del c.d. "Governo del cambiamento" a guida M5S/Lega aveva per la prima volta dato alle disabilità un ruolo da protagonista istituendo un apposito Dicastero presso la Presidenza del Consiglio. Un percorso che per quasi un anno è stato egregiamente portato avanti e rappresentato dal Sottosegretario Vincenzo Zoccano, a cui è dedicata l'intervista di oggi. L'attuale Governo ha cancellato il Dicastero alle disabilità, soprattutto ha interrotto anche a livello parlamentare il lavoro che era stato iniziato, tra cui l'approvazione della legge sui caregiver familiari. Se non bastasse, il Ministro della famiglia Elena Bonetti, del PD, ha deciso di utilizzare i fondi che erano stati accantonati dal precedente Governo e destinati ai caregiver, per altre finalità. Il prossimo 13 febbraio a Roma si terrà una manifestazione di protesta. Il fatto che i disabili ancora oggi debbano scendere in piazza nella speranza che le loro istanze vengno ascoltate, è semplicemente una vergogna sociale. 

Il Meccanismo Europeo di (in)StabilitàIntervista al Prof. Massimo Panebianco (UNISA)
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Nelle ultime settimane il dibattito politico è stato "monopolizzato" dalle vicende del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità. Politici ed osservatori della politica continuano a propinare le  proprie e induscitibili "verità", finendo per indurre il cittadino di fronte ad una sola scelta: quella di esprimersi a favore o contro il negoziato. Tuttavia, per quanto i "non adetti ai lavori" si sforzino di capire il motivo del "contendere",  è enormemente difficile comprendere le implicazioni di questo negoziato all'interno del complesso ordinamento che è alla base dell'Unione bancaria.  Il prof. Massimo Panebianco nel panorma italiano è considerato un "luminare" della materia, la cui preparazione tecnica e l'acume acquisito in tanti anni di esperienza,  costituscono una preziosa testimonianza che può aiutarci ad essere più consapevoli delle nostre personali scelte. La situazione è  enormemente seria  e le prossime tappe politiche saranno decisive, motivo per cui  la questione del MES meriterebbe di non  essere affrontata  alla stregua di una partita di pallone.  Alla fine di questo percorso, non ci saranno vincitori o vinti, non è in gioco soltanto il futuro del nostro Paese e dell'Unione europea, soprattutto la sopravvivenza della nostra Civiltà Occidentale.  

isis.mp3intervista a Antonio Albanese, direttore AGC Communication
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Negli ultimi i tempi l'interesse mediatico nei confronti dell'ISIS è venuto meno,  quanto meno si è notevolmente affievolito. Eppure l'Isis, continua la sua opera  attraverso vere e proprie campagne mediatiche e, ben lungi dall'essere stata  sconfitta, si sta spostando in altri territori organizzandosi in diverso modo. L'attentato avvenuto la scorsa settimana al London Bridge ci ricorda che quando si parla di ISIS, abbassare la guardia è un atteggiamento fallimentare. Di tutto questo, ne abbiamo parlato con Antonio ALBANESE, direttore dell'Agenzia giornalistica AGC Communication, che di recente  ha pubblicato uno studio dal titolo: "Dopo la sconfitta di al-Baghuz. Lo Stato islamico dalla Battaglia di Logoramento al nuovo Califfo Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi. 

a cura di

Cristina Del Tutto

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